Vi presento Toni Erdmann, un film di Maren Ade

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Inès è una donna in carriera che lavora in una grande azienda tedesca a Bucarest. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino all’arrivo improvviso di Winfried, suo padre, che le pone questa domanda: “sei felice?”. La sua incapacità di rispondere alla domanda segna l’inizio di un profondo sconvolgimento. Questo padre ingombrante, sempre pronto a fare scherzi, e di cui lei si vergogna un po’ farà di tutto per aiutarla a ritrovare se stessa inventandosi un buffo ed eccentrico personaggio: Toni Erdmann.

 

Se a un film chiedete la precisione di un compito ineccepibile, senza sbavature, allontanatevi il più possibile dallo sgraziato Toni Erdmann. Terzo lungometraggio della regista tedesca Maren Ade, vincitrice nel 2009 dell’Orso d’argento alla Berlinale con il da noi inedito Alle Anderen , racconta di una donna manager tedesca che vive a Bucarest – la carriera come unica ragione di vita -, e del padre che la va a trovare per vedere come se la cava. Il rapporto fra un padre e una figlia raccontato sullo sfondo di una città in continua trasformazione, sospesa fra una modernità da misurare nell’altezza dei suoi palazzi, per farla somigliare alle capitali del mondo, e dall’altra un’economia che stenta a rinnovarsi. L’approccio alla vita dei due personaggi è opposto: tanto lei orienta ogni comportamento in base alla reazione che vuole ottenere in chi si trova di fronte, lavorando in una società di consulenza chiamata per fare il lavoro sporco, tanto il padre sembra un clown dai capelli bianchi, facendo del travestitismo, dei denti finti o una parrucca, uno suo stile di vita. La vita di lei è apparentemente perfettamente organizzata, come le sue strategie aziendali che non prevedono altri criteri – vedi umanità – al di fuori delle ragioni di bilancio. Naturalmente l’arrivo del padre sconvolgerà la sua vita quotidiana, lo scompiglio sarà sempre maggiore, con il genitore che si traveste nell’eccentrico Toni Erdmann, rendendosi conto della profonda infelicità della figlia. “Sei felice?”, è questa la domanda che nella sua banalità darà il via a una giostra estenuante messa in piedi dalla giovane regista tedesca Maren Ade, abile nell’irruzione di agenti imprevisti in scena, meno nel farli sparire al momento giusto. L’equilibrio non è di casa in Toni Erdmann, nel personaggio come nel film, che di fronte all’assenza di comunicazione reagisce attraverso l’arma impropria dell’ironia per rompere il muro di silenzio. La vergogna è al centro del film, quella che prova la figlia per il padre e quella che quest’ultimo ignora, prendendo a schiaffi le convenzioni, affrontando la vita senza ritegno, con follia. Il suo alter ego Erdmann non si limita a qualche battuta qua e là, ma si reincarna letteralmente, con il rigore di un attore del metodo. Difficile non provare emozioni contrastanti vedendo questo film, che proprio quando inizia a diventare estenuante si ritrova con un gesto di follia spiazzante. In fondo è come il suo alter ego protagonista, senza misura, sgraziato, ma anche geniale. 2 ore e quaranta minuti sono una dimensione eccessiva, così come qualche didascalico riferimento di troppo, nel racconto lavorativo della vicenda, alla spersonalizzazione del lavoro, alla necessità di tornare all’umanità del guardarsi negli occhi. Detto questo, specie nell’ultima parte, Maren Ade riesce a farci rimanere a bocca aperta in più di un’occasione, dirige alla grande due interpreti molto convincenti, costruendo almeno tre sequenze esilaranti, con un’escalation comica veramente originale. In un contesto di cinema autoriale spesso prevedibile e facilmente incasellabile, Toni Erdmann è una piacevole eccezione, non riciclabile.

Comingsoon.it

Gli Orari:

Venerdì 7 aprile ore 21:00

Sabato 8 aprile ore 21:00

Domenica 9 aprile ore 14:30 – 17:45 – 21:00

Martedì 11 aprile ore 10:00 cinemamme

Martedì 11 aprile ore 21:00

Il Trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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