CHIAMAMI COL TUO NOME – dal 9 al 15 febbraio

Venerdì 9 Febbraio Ore 21:30

Sabato 10 Febbraio Ore 20:00 - 22:30

Domenica 11 Febbraio Ore 16:00 - 18:30 - 21:00

Martedì 13 Febbraio Ore 10:00 matinée - 21:30 

Mercoledì 14 Febbraio Ore 21:30

Giovedì 15 Febbraio Ore 21:30

CHIAMAMI COL TUO NOME

UN FILM DI Luca Guadagnino. CON Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel. GENERE Drammatico. DURATA 132 min – Italia, Francia, USA, Brasile, 2017  – Warner Bros Italia.

Estate 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, Elio Perlman, un diciassettene italoamericano di origine ebraica, vive con i genitori nella loro villa del XVII secolo. Un giorno li raggiunge Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo.

Luca Guadagnino, con la collaborazione di Walter Fasano e di James Ivory, si è ispirato al romanzo omonimo di André Aciman per chiudere l’ideale trilogia sul desiderio iniziata con Io sono l’amore e proseguita con A Bigger Splash.

 

 

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI – dal 2 al 6 febbraio

Venerdì 2 Febbraio Ore 21:30

Sabato 3 Febbraio Ore 20:30 - 22:30

Domenica 4 Febbraio Ore 16:30 - 18:30 - 21:00

Martedì 6 Febbraio Ore 10:00 matinée - 21:30 

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

UN FILM DI  Martin McDonagh. CON Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges. GENERE Thriller. DURATA 115 min. – USA, Gran Bretagna, 2017 – 20th Century Fox.

Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole. Dando fondo ai risparmi, commissiona tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Bill Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella mostra alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, riaprendo il caso e rivelando il meglio e il peggio della comunità.

 

 

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

120 BATTITI AL MINUTO – dal 20 al 24 ottobre

Venerdì 20 21:30
Sabato 21 20:00-22:30
Domenica 22 16:00-18:30-21:00
Martedì 24 10:00-21:30

UN FILM DI Robin Campillo. CON  Nahuel Pérez Biscayart, Arnaud Valois, Adèle Haenel, Antoine Reinartz, Félix Maritaud. GENERE Drammatico DURATA 135 min. Francia 2017 – Teodora Film

All’inizio degli anni Novanta i militanti di Act Up-Paris moltiplicano le azioni e le provocazioni contro l’indifferenza generale. L’indifferenza che circonda l’epidemia e i malati di AIDS. Gay, lesbiche, madri di famiglie si adoperano con dibattiti e azioni creative, non violente ma sempre spettacolari, per informare, prevenire, risvegliare le coscienze, richiamare la società alle proprie responsabilità. In seno all’associazione, creata nel 1989 sul modello di quella americana, Nathan, neofita in cerca di redenzione, incontra e si innamora di Sean, istrionico attivista e marcatore della progressione del virus. Tra conflitti e strategie da adottare Nathan e Sean vivono forte il tempo che resta.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

Florence, un film di Stephen Frears

Florence

Nel 1944 l’ereditiera Florence Foster Jenkins è tra le protagoniste dei salotti dell’alta società newyorchese. Mecenate generosa, appassionata di musica classica, Florence, con l’aiuto del marito e manager, l’inglese St. Clair Bayfield, intrattiene l’élite cittadina con incredibili performance canore, di cui lei è ovviamente la star. Quando canta, quella che sente nella sua testa come una voce meravigliosa, è per chiunque l’ascolti orribilmente ridicola. Protetta dal marito, Florence non verrà mai a conoscenza di questa verità. Solo quando Florence deciderà di esibirsi in pubblico in un concerto alla Carnegie Hall, senza invitati controllati, St. Clair capirà di trovarsi di fronte alla più grande sfida della sua vita.

La storia di Florence Foster Jenkins è rimasta intoccata dal cinema per 70 anni, fino a che due film sono stati realizzati nello spazio di poco più di un anno. Dopo il francese, e convincente, Marguerite di Xavier Giannoli, arriva ora quello ideato prima, ma dalla lavorazione più laboriosa: Florence, diretto dal britannico Stephen Frears. Il compito di interpretare la ricca esponente dell’alta società newyorkese con una passione febbrile per il canto è affidato a Meryl Streep; in fondo chi altro avrebbe potuto farlo, con la sua carismatica imponenza e lo sprezzo del rischio di andare un’ottava oltre lo spartito. Perché la particolarità di Florence Foster Jenkins è che non si limita a del sano mecenatismo delle arti musicali, ma si diletta in prima persona in concerti per amiche danarose e generosi iscritti al suo ristretto circolo The Verdi Club, da lei fondato alla fine degli anni ’20. Due precisazioni sono indispensabili: primo, la vicenda si svolge nel 1944; secondo, ben più importante, è stonata come una campana, probabilmente la peggior cantante del mondo, come titolerà con neanche troppa malignità il critico musicale del New York Post. Nonostante questo ogni sua esibizione è un successo, solo applausi e sorrisi da un pubblico per cui allisciare la ricchissima dama vale più del riscontro dei danni al sistema uditivo. A proteggerla dalle intrusioni della stampa o dei curiosi ci pensa il devoto marito, specializzato da anni nel tacitare o ben oliare. Il loro è un rapporto tanto simbiotico quanto aperto: St. Clair, il marito più giovane interpretato da uno Hugh Grant in gran spolvero, si occupa teneramente di Florence, malata da molti anni; ma “l’amore prende varie forme”, e per i piaceri della carne ha la “fidanzata”, con cui vive lontano dalla moglie, dalla grazia di una Rebecca Ferguson. Una dinamica che niente toglie alla devozione per l’amata, dimostrata con attenzioni e sorrisi complici, oltre che con le parole. A dirla tutta ci ha convinto più un irresistibile e ormai ben maturo Hugh Grant, ironico e affettuoso, rispetto a una Streep alle prese con un ruolo troppo bello per non gettarsi a do di petto in fuori, caricando troppo ugola e smorfie; per intenderci filone Mamma mia e Julie & Julia. La tensione su cui si regge il film è quella fra talento e passione: quanto quest’ultima può essere seguita con tanta cieca indifferenza per quel talento necessario a nobilitarla? Un dubbio giunge nella migliore scena del film, in cui Florence va a trovare il suo pianista (l’ottimo Simon Helberg, il Wolowitz di The Big Bang Theory) per portargli la loro unica incisione, ancora ascoltabile su youtube. Si mette a strimpellare un preludio di Chopin con una mano, la sinistra ha una malattia ai nervi che l’ha costretta da ragazza ad abbandonare il sogno di diventare pianista. In quel momento sembra togliere la maschera, dimostrare il suo orecchio per la musica che non può non riconoscere la sua pessima voce: che sia talento anche la dissimulazione con cui affronta la sua carriera amatoriale? Importa sempre meno che la sua voce corrisponda ai canoni, è uno dei meriti di Frears. La passione rende brutalmente sincera, a suo modo un capolavoro, l’esibizione alla Carnagie Hall per le truppe: un sogno che diventa realtà. Stephen Frears si diverte raccontando di critici corrotti da una festa e qualche donna, della corte che protegge Florence in un cordone di approvazione. Peccato si pensi, specie negli ultimi venti minuti, più a soddisfare il momentaneo sorriso che l’analisi più profonda delle dinamiche di personaggi interessanti, ma meglio approfonditi in Marguerite. A modo loro i due coniugi si sono liberati dell’angoscia di non avere talento: lei si convince contro tutto e tutti, ma forse non se stessa, di essere una cantante di classe, lui è un attore inglese di terz’ordine, per cui “è stata dura ammetterlo, ma una volta fatto mi sono sentito liberato dalla tirannia dell’ambizione.” Ha iniziato a vivere, e ha trovato in Florence la sua improbabile ma perfetta anima gemella. Perché “senza lealtà non c’è niente”, ma qualche bugia o recensione negativa nascosta aiutano a vivere meglio..

 

Mauro Donzelli – cooming soon.it

Gli orari:

venerdì 17 febbraio ore 21:30

sabato 18 febbraio ore 20:15 – 21:30

domenica 19 febbraio ore 15:45 – 18:00 – 20:15 – 22:30

martedì 21 febbraio ore 10:00 (cinemamme)

martedì 21 febbraio ore 21:30

Il trailer:

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