HANNAH – dal 23 al 27 febbraio

Venerdì 23 Febbraio Ore 21:30

Sabato 24 Febbraio Ore 20:30 - 22:30

Domenica 25 Febbraio Ore 16:30 - 18:30 - 21:00

Martedì 27 Febbraio Ore 10:00 matinée - 21:30 

HANNAH 

UN FILM DI Andrea Pallaoro. CON Charlotte Rampling, André Wilms, Stéphanie VanVyve, Simon Bisschop, Jean-Michel Balthazar, Fatou Traore, Luca Avallone  GENERE Drammatico DURATA 95 minuti. - Italia, Belgio, Francia, 2017 - I Wonder Pictures.

TRAMA: Il ritratto intimo di una donna che non riesce ad accettare la realtà che la circonda. Rimasta sola, alle prese con le conseguenze dell’arresto del marito, Hannah inizia a sgretolarsi. Attraverso l’esplorazione del suo graduale crollo emotivo e psicologico, il film indaga il confine delicato tra l’identità del singolo, le relazioni umane e le pressioni sociali.

 Coppa Volpi miglior interprete femminile a Charlotte Rampling al Festival di Venezia 2017

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI – dal 2 al 6 febbraio

Venerdì 2 Febbraio Ore 21:30

Sabato 3 Febbraio Ore 20:30 - 22:30

Domenica 4 Febbraio Ore 16:30 - 18:30 - 21:00

Martedì 6 Febbraio Ore 10:00 matinée - 21:30 

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

UN FILM DI  Martin McDonagh. CON Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges. GENERE Thriller. DURATA 115 min. – USA, Gran Bretagna, 2017 – 20th Century Fox.

Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole. Dando fondo ai risparmi, commissiona tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Bill Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella mostra alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, riaprendo il caso e rivelando il meglio e il peggio della comunità.

 

 

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

Un re allo sbando, un film di Peter Brosens e Jessica Woodworth

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Re Nicolas III è una persona sola, che ha la netta sensazione di vivere una vita non sua. Insieme a un regista inglese, Duncan Lloyd, incaricato dal Palazzo di ravvivare l’alquanto ingrigita immagine della monarchia, parte per una visita di Stato a Istanbul. Proprio nel mezzo del soggiorno in Turchia arriva la notizia che la Vallonia, la parte meridionale del Belgio, ha dichiarato l’indipendenza. Il re non si perde d’animo e decide di rientrare immediatamente in patria per salvare il proprio regno…

Che Peter Brosens e Jessica Woodworth fossero capaci di un cinema decisamente eccentrico rispetto ai grandi baricentri della produzione contemporanea, che si parli i prodotti più commerciali o di quelli d’autore destinati ai mercati festivalieri, lo avevamo capito già quando, a Venezia, vedemmo La quinta stagione: a metà tra il fiabesco surrealismo letterario di Shane Jones e la pittura di Pieter Bruegel. Qui non ci sono né il primo né la seconda, ma c’è ancora quello spirito anarchico e irriverente con il quale i due autori raccontano storie strampalate in grado, però, di parlare del mondo e dell’essere umano. Un Re allo sbando, riesce infatti a raccontare una storia dove – a partire da uno spunto nemmeno troppo fanta-politico, quello di una Vallonia che si dichiara indipendente dal Belgio fiammingo – un sovrano deve letteralmente scappare da una capitale straniera che non vorrebbe lasciarlo andare (motivi d’immagine e diplomatici) e affrontare una comica e assurda fuga attraverso i Balcani; una storia che, appunto, parla del nostro mondo, di un’Europa che ha perso il senso di sé stessa ed è lacerata dalle spinte nazionaliste, e di un uomo, un Re stanco e spento, disattivato dalle formalità del protocollo, che ritrova sé stesso e la sua libertà personale. Nati documentaristi, Brosens e Woodworth scelgono per questo film di finzione la strada del mockumentary (tutto è raccontato attraverso l’occhio della videocamera del regista inglese che la Regina aveva assunto per un documentario istituzionale sul Re, Nicolas III) e della commedia strampalata, spolverando il tutto con un grottesco vagamente demenziale, trovando così una curiosa ma giusta distanza per divertire (prima di tutto, ma senza negarsi un pizzico di amarezza a fin di bene) e raccontare scena e retroscena dei suoi personaggi: oltre al Re – un bravissimo Peter Van den Begin, maschera tutt’altro che monocorde – ci sono il suo ligio addetto al protocollo, una giovane e agguerrita addetta stampa, un valletto personale e ovviamente il regista del documentario. Tutti, alle prese con l’imprevedibile e con una fuga che li riporterà a contatto diretto con il vero cuore dell’Europa e del suo popolo (e anche del loro, di cuore), perderanno progressivamente maschere e abiti, avvicinandosi in maniera quasi pericolosa a un disvelamento completo di sé, per poi (sapere di dover) re-indossare tutto ma con nuova consapevolezza. Più di tutti, ovviamente il Re. L’unico, non a caso, a metterli letteralmente nudo per fare il bagno nel mezzo del Mediterraneo che stanno tentando di attraversare in maniera improvvisata e rocambolesca. Perché è il protagonista del film, certo. Perché è lui il personaggio cui era destinato il più evidente e necessario arco di trasformazione. Perché era lui a dover riprendere in mano il controllo della sua vita: delle sue parole, come raccontato dal ricorrente e costante tentativo di scrivere un discorso che riunisca nuovamente il suo Stato e il suo popolo. Ma anche perché, semplicemente, è il Re. L’uomo simbolo di un’istituzione considerata sorpassata e antimoderna, l’uomo che, proverbialmente, è solo al comando (ma privo oramai di potere e ruolo) e la cui solitudine esistenziale è stata esplorata così spesso da cinema e letteratura. Si è perso il Re, viva il Re.

 Mauro Donzelli, Comingsoon.it

Gli orari:

venerdì 14 aprile ore 21:30

sabato 15 aprile ore 20:30 – 22:30

domenica 16 aprile ore 16:30 – 18:30 – 20:30 – 22:30

lunedì 17 aprile ore 18:30 – 20:30

martedì 18 marzo ore 10:00 (cinemamme)

martedì 18 marzo ore 21:30

Il trailer:

 

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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