Nessuno mi troverà, un film di Egidio Eronico

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Ettore Majorana, geniale fisico teorico siciliano e docente presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli, a soli trentuno anni scompare in circostanze misteriose il 26 marzo 1938. Qualcuno dichiara di averlo visto per l’ultima volta a bordo della nave che da Palermo fa rotta verso Napoli. E subito ha inizio la ridda delle ipotesi, delle congetture. Suicida? Rapito da potenze straniere? Fuggito dall’Italia? Ritiratosi in un convento?… Nell’affaire Majorana sembrano implicati scienziati atomici, servizi segreti, uomini politici, militari. E il mistero s’infittisce, facendo emergere interrogativi e contraddizioni che spingono ad indagare tra le pieghe più nascoste la vita e la personalità del giovane fisico. Cosa è stato di Majorana? Come può uno scienziato considerato da Enrico Fermi dello stesso calibro di Galileo e Newton sparire nel nulla? Quale, ieri come oggi, la vera posta in gioco?

Storia incompiuta di Ettore Majorana, fisico italiano, tra i maggiori del Novecento. L’infanzia, la prepotente inclinazione matematica, il trasferimento a Roma e gli studi di ingegneria, il passaggio alla facoltà di Fisica e l’esperienza con i “ragazzi di via Panisperna” di Enrico Fermi, il soggiorno accademico a Lipsia, il rientro in Italia e l’isolamento volontario, la cattedra all’università di Napoli e la scomparsa, avvenuta in circostanze mai chiarite.Un lavoro encomiabile quello di Egidio Eronico. Che si tuffa nell’affaire Majorana e ce lo racconta di nuovo tutto, dal suo inizio a una fine che non c’è stata. Si documenta, scartabella gli archivi, interpella i congiunti (i nipoti Ettore Majorana jr. e Wolfgang Fabio Schultze), la comunità scientifica (Francesco Guerra, Nadia Robotti, Etienne Klein) e umanistica (Jordi Bonells, Roberto Finzi, Massimo Onofri), costruisce un dossier fitto di informazioni e le mette al servizio dello spettatore in una forma accattivante. Merito di una regia che mescola immagini originali e di repertorio a disegni e illustrazioni di Leomacs – Massimiliano Lenardo – animati dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Non volendo così rinunciare alla dimensione fantastica di un uomo che ha spiegato il Tutto ed è finito nel Nulla, con la provocazione di negare agli altri la verità che egli ha sempre cercato nelle cose. Eronico subisce il fascino del Grande Inquisitore, come Majorana veniva chiamato dal gruppo romano, di questo volto magro e scuro dai tratti squisitamente meridionali. Si ferma con misura romanzesca sul rapporto di ammirazione sospetta tra il fisico siciliano, umorale, culturalmente eccentrico, e il suo mentore Enrico Fermi, mentalità ingegneresca e mai in affanno. Si schiera con Majorana sapendo di aver perso in partenza, e in virtù di questa sconfitta assume, pur con entusiasmo partigiano, quella distanza storiografica che gli permette di ridimensionare il personaggio a misura della persona, assottigliando il mito leopardiano del genio malato come anche smontando quella tradizione di pensiero, nobile ma anacronistica, che da Sciascia in poi vuole un Majorana in esilio per aver intuito gli sviluppi dei suoi studi, cui si lega la futura realizzazione della bomba a fissione nucleare. Le ipotesi, probabilmente, continueranno a girare all’infinito, come elettroni d’un atomo perduto. Nessuno lo troverà. È, con una dimensione etica forse involontaria, il suo modo di averci condannato alla ricerca.

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Gli Orari:

Mercoledì 7 Giugno Ore 21:30

Giovedì  8 Giugno Ore 21:30

 

Il Trailer:

 

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

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Spira Mirabilis, un film di Massimo D’Anolfi & Martina Parenti

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La comunità del Cheyenne River Reservation Camp, in South Dakota, celebra il funerale di un anziano che ha lottato per l’indipendenza e il riconoscimento dei diritti civili dei nativi americani. Restauratori e tecnici addetti alla conservazione delle statue del Duomo si applicano costantemente a dare nuova vita a quel simbolo di spiritualità cristiana che permane intatto nei secoli. La coppia svizzera composta da Felix Rohner e Sabina Schafer crea da decenni particolari strumenti musicali con pazienza artigiana nel laboratorio di Berna. Shin Kubota, docente all’Università di Tokyo, si dedica a studiare la Turritopsis, “medusa immortale”, dal ciclo vitale potenzialmente infinito, capace di mutamento e rigenerazione. Di tanto in tanto, dentro un cinema vuoto, l’attrice Marina Vlady interpreta alcuni passi dell’Immortale, dall’Aleph di Jorge Luis Borges.

Una nativa indiana racconta la genesi del mondo e un’attrice francese di fama internazionale legge passaggi di Borges dedicati al tema dell’immortalità. Uno scienziato giapponese studia le meduse Turritopsis e dedica una canzone alla loro capacità di ringiovanire e scampare alla morte. Una coppia svizzera realizza uno strumento musicale / scultura in metallo unico al mondo, lo Hang, creato dopo anni di esperimenti sulla materia e il suono che emette. Un gruppo di nativi celebra un funerale a Wounded Knee, sede della ribellione indiana dello scorso secolo e di un successivo massacro da parte delle autorità statunitensi. Un gruppo di operai e artigiani presiede alla lenta e infinita sistemazione delle statue marmoree che popolano la facciata e le guglie del Duomo di Milano. Questi sono i volti, i suoni e le latitudini scelte da Massimo D’anolfi e Martina Parenti per la loro spirale perfetta. Spira Mirabilis è il loro ultimo lavoro a carattere documentaristico, uno dei tre rappresentanti del cinema italiano in concorso a Venezia 73. Il titolo si rifà alla spirale logaritmica, le cui distanze tra bracci aumentano man mano che la sua formazione progredisce: è una forma spesso rintracciabile in natura e che può essere ricostruita usando la celebre sequenza di Fibonacci. Si tratta insomma di un incrocio tra conoscenza umana e bellezza immediatamente percepibile nella natura attorno a noi. Spira Mirabilis, la recensione del film di Venezia 73 IWonder Marina Vlady è tra la protagoniste di Spira Mirabilis Sicuramente tende all’estetica e a un lento progredire anche il film di Massimo D’anolfi e Martina Parenti, che si pongono l’ambiziosissimo progetto di raccontare l’anelito dell’umanità verso il superamento della morte, attraverso le storie rintracciate nei quattro angoli del mondo e che si rifanno ai 5 elementi della tradizione filosofica cinese: l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra e l’etere. Gli autori, che hanno partecipato alla presentazione della rassegna Le Vie del Cinema a Milano, hanno voluto anche rispondere ad alcune critiche giunte dai giornali dopo il passaggio in Laguna circa la qualità del film e il fuggi fuggi che avrebbe generato in sala durante la proiezione dedicata alla stampa. Parenti ha invitato gli spettatori a gettare il cuore oltre l’ostacolo, concentrandosi sulla bellezza delle immagini e pensando a lasciarsi trasportare dalla storia più che a cercare continuamente un senso, che il film provvederà puntualmente a fornire nelle sue fasi finali.

 

mondofox.it

Gli Orari:

Mercoledi 24 Maggio  Ore 21:30

Giovedi 25 Maggio Ore 21:30


Il Trailer:

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Porno e libertà, un film di Carmine Amoroso

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Porno e libertà racconta la lotta di una generazione che ha combattuto il puritanesimo e la censura per la libertà d’espressione e la libertà sessuale. Nell’Italia degli anni ’70, in un Paese ancora prigioniero dell’ipocrisia sul sesso, un gruppo di ribelli comincia una battaglia contro la censura e il comune senso del pudore attraverso l’arma della pornografia. Insieme fanno tremare la chiesa, la politica e le istituzioni.

Nell’Italia degli anni Settanta in un Paese ancora prigioniero dell’ipocrisia cattolica sul sesso, un gruppo di ribelli, muovendosi sulla spinta dei movimenti giovanili di quegli anni, inizia una battaglia contro la censura e il comune senso del pudore attraverso l’arma della pornografia.

Un’agguerrita armata di sognatori il cui obiettivo era quello di sfondare il perbenismo borghese e cattolico e sconfiggere i sensi di colpa e tabù che avevano soffocato il sesso e l’amore: insieme fecero tremare la chiesa, la politica e le istituzioni. Dall’italiano Lasse Braun che inventò, lanciò e sdoganò la cultura del porno nel mondo a Riccardo Schicchi maestro di provocazioni e trasgressioni come l’elezione di Ilona Staller “Cicciolina”, la prima pornostar al mondo ad essere eletta in un Parlamento… da Judith Malina al Living Theatre, dai cartoni animati di Siné di Charlie Hebdo a Vincenzo Sparagna di Frigidaire… e poi Filippo Scozzari, Suor Dentona, Andrea Pazienza, Giuliana Gamba, Helena Velena, Mario Mieli, Lidia Ravera, Marco Pannella, il Parco Lambro… letterati, intellettuali, pornografi, pornostar, filosofi e femministe in PORNO & LIBERTÀ (Porn to be Free) ci rivelano come la pornografia sia stata un arma di cambiamento e di lotta sociale e politica che ha fatto dell’Italia un Paese all’avanguardia rispetto a uno dei fenomeni più importanti e pervasivi della cultura contemporanea, tanto da far impallidire i vari Larry Flynt e Linda Lovelace d’oltreoceano. PORNO & LIBERTÀ (Porn to be Free) è un viaggio verso l’utopia insieme ad un gruppo di ribelli ironici e dissacranti che sognava un mondo più libero e più felice, ma è anche l’occasione per riflettere su un periodo storico di grandi mutamenti e di trasformazioni in cui la pornografia, con la sua forza dissacratoria, diventa uno strumento di lotta e di liberazione assurgendo a vero e proprio linguaggio: dalla letteratura, al cinema, dal fumetto alle arti visive…

Carmine Amoroso

Un documentario variegato, informale ma rigoroso, che racconta il ruolo della pornografia, dell’erotismo, delle diverse e mutevoli visioni della sessualità nelle trasformazioni dell’Italia tra gli anni sessanta e settanta. Un’offensiva prettamente pornografica e commerciale, eppure allo stesso tempo culturale e politica, in una Italia stretta tra sessuofobia cattolica da una parte e puritanesimo comunista bacchettone dall’altra. Basti ricordare che fino agli anni settanta si andava in prigione per qualche rivista con foto di seni nudi.
La rivista Playboy, tranquillamente in vendita nelle edicole del resto d’Europa, veniva sequestrata alla dogana, e le donne si facevano portare di contrabbando dall’estero la pillola, vietatissima in Italia. Il documentario è un misto di filmati d’epoca e di interviste più recenti a Lasse Braun, Lidia Ravera, Giampiero Mughini, Marco Pannella, Achille Bonito Oliva, Riccardo Schicchi, Giuliana Gamba, Helena Velena e altri protagonisti dell’epoca. Porno & libertà è divertente, fluido e ben costruito; partendo dalla “rivoluzione porno” riesce a toccare con intelligenza e sensibilità una varietà sorprendente di temi diversi.

Paul Bompard,Internazionale”

 

Gli orari:

Mercoledì 12 aprile ore 21:30

Mercoledì 19 aprile ore 21:30

 

Il trailer:

 

 

 

 

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Town on a wire, un film di Eyal Blachson e Uri Rosenwaks

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Nella cadente città israeliana di Lod, a dieci minuti di auto dalla ricca Tel Aviv, vivono gomito a gomito signori della droga palestinesi e coloni ortodossi ebrei. La povertà ha acuito razzismo e violenza, e gran parte dei 75mila abitanti vive nella paura. Town on a wire si inoltra nelle viscere di Lod, usando questa città divisa come specchio delle relazioni tra ebrei e palestinesi.

Un film per comprendere in profondità il conflitto israelo-palestinese e le tensioni che sempre più stanno interessando anche il nostro mondo.

Il conflitto israelo-paletinese è stato per anni il simbolo delle tensioni latenti nel resto del mondo, anche in Europa, e che ora non sono più semplicemente latenti. Il film Town on a Wire, ne rivela la sfumature più profonde, indispensabili per capire ciò che sta succedendo anche nel nostro mondo, a partire dalla storia di una piccola città poco lontana dall’aeroporto in cui ogni giorno sbarcano migliaia di pellegrini.

Nominata nella Bibbia e sede della famosa Chiesa di San Giorgio (IV secolo), veniva chiamata dai romani “Città di Dio”. Oggi la cittadina di Lod, a 10 minuti di macchina dalla prospera Tel Aviv, è diventata il covo dei signori della droga palestinesi e dei coloni ebrei più conservatori. La povertà ha acuito il razzismo, la chiusura e la violenza dei 75.000 abitanti, allo stesso tempo ebrei, musulmani e cristiani. Sindaco dopo sindaco Lod è sprofondata sempre più nell’abisso, finché il governo israeliano non ha tentato di prendere in mano la situazione nominando un commissario straordinario.

I due filmmaker Uri Rosenwaks e Eyal Blachson si sono calati per anni nel tessuto di questa città, cogliendo qui le sfumature più profonde del conflitto israelo-palestinese, che intreccia rivalità di memoria biblica e microcriminalità, tensioni generazionali e guerre di religione. Alcuni degli abitanti di Lod non hanno però perso la speranza per la loro amata città e per una convivenza possibile. Town on a Wire racconta la loro storia.

Il film s’inoltra nelle viscere di questa città divisa alternando faide e violenze locali a confronti su scala nazionale e religiosa, usando Lod come specchio delle relazioni tra ebrei e palestinesi: un tormentato e illuminante microcosmo in cui le tensioni interne a Israele si materializzano nel quotidiano, ma in cui si celebra anche il coraggio di uomini e donne che non rinunciano a sperare nel futuro della loro città.

effettonotte.it

Gli orari:

mercoledì 01 marzo ore 21:30

giovedì 02 febbraio ore 21:30

Il trailer:

 

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