BARBIANA ’65 – 5 aprile

Giovedì 5 Aprile Ore 21:30

BARBIANA ’65 – LA LEZIONE DI DON MILANI

 

UN FILM DI Alessandro G.A. D’Alessandro. GENERE Documentario DURATA 62 minuti. - Italia, 2017, - Istituto Luce Cinecittà.

TRAMA:

Barbiana, dicembre 1965. Il regista Angelo D’Alessandro sale nel Mugello, in Toscana, per un’inchiesta sull’obiezione di coscienza. L’incontro con Don Lorenzo e i ragazzi della Scuola di Barbiana cambieranno i suoi obiettivi. D’alessandro “raccoglie una testimonianza” unica, condivisa dallo stesso Don Lorenzo che narra, che parla, che spiega. Il film nasce dal recupero del materiale ripreso dall’unico cineasta cui sia stato concesso di effettuare delle riprese della vita quotidiana della scuola. Le immagini del 1965 ci mostrano chi fossero i primi allievi di Don Milani. La sua scuola si rivolge soprattutto agli ultimi, ai figli degli operai e dei diseredati. Lo scopo del sacerdote è chiaro, far diventare i suoi allievi dei cittadini veri, uomini capaci di andare in fondo alle cose, a ragionare con la propria testa, con la scrittura collettiva, la lettura dei giornali, i ragazzi più grandi che insegnano a quelli più piccoli. Intorno a queste immagini si sviluppa il racconto con le testimonianze di Adele Corradi, l’insegnante che ha vissuto l’esperienza di Barbiana, di Beniamino Deidda, ex Procuratore Generale di Firenze che dopo la morte di Don Lorenzo ha continuato a insegnare ai ragazzi della scuola di Barbiana, e Don Luigi Ciotti.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

IL SENSO DELLA BELLEZZA – dal 29 al 30 Novembre

Mercoledì 29 Novembre Ore 21:30

Giovedì 30 Novembre Ore 11.00 – 16:30 – 21:30 

UN FILM DI Valerio Jalongo. GENERE Documentario – Svizzera, Italia, 2017, Officine Blu DURATA 75 minuti.

 

Da dove veniamo? Che siamo? Dove stiamo andando? è il titolo di un dipinto del 1897 di Paul Gauguin. Spiazzante, perché al soggetto, un insieme di figure tahitiane di età diverse, associa le domande fondative della filosofia. Una riproduzione di quell’opera campeggia nello studio di John Ellis, scienziato dall’aspetto hippy, che l’ha voluto come memento quotidiano della sua missione al CERN. Arte e ricerca scientifica infatti si rincorrono e dialogano nel documentario di Jalongo, che parte dagli ambienti e dagli studiosi del Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra per aprire ai linguaggi che artisti di tutto il mondo esplorano per dare una forma al metafisico.

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

Nessuno mi troverà, un film di Egidio Eronico

nessuno mi troverà ettore majorana film documentario italia che non si vede mistero

Ettore Majorana, geniale fisico teorico siciliano e docente presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli, a soli trentuno anni scompare in circostanze misteriose il 26 marzo 1938. Qualcuno dichiara di averlo visto per l’ultima volta a bordo della nave che da Palermo fa rotta verso Napoli. E subito ha inizio la ridda delle ipotesi, delle congetture. Suicida? Rapito da potenze straniere? Fuggito dall’Italia? Ritiratosi in un convento?… Nell’affaire Majorana sembrano implicati scienziati atomici, servizi segreti, uomini politici, militari. E il mistero s’infittisce, facendo emergere interrogativi e contraddizioni che spingono ad indagare tra le pieghe più nascoste la vita e la personalità del giovane fisico. Cosa è stato di Majorana? Come può uno scienziato considerato da Enrico Fermi dello stesso calibro di Galileo e Newton sparire nel nulla? Quale, ieri come oggi, la vera posta in gioco?

Storia incompiuta di Ettore Majorana, fisico italiano, tra i maggiori del Novecento. L’infanzia, la prepotente inclinazione matematica, il trasferimento a Roma e gli studi di ingegneria, il passaggio alla facoltà di Fisica e l’esperienza con i “ragazzi di via Panisperna” di Enrico Fermi, il soggiorno accademico a Lipsia, il rientro in Italia e l’isolamento volontario, la cattedra all’università di Napoli e la scomparsa, avvenuta in circostanze mai chiarite.Un lavoro encomiabile quello di Egidio Eronico. Che si tuffa nell’affaire Majorana e ce lo racconta di nuovo tutto, dal suo inizio a una fine che non c’è stata. Si documenta, scartabella gli archivi, interpella i congiunti (i nipoti Ettore Majorana jr. e Wolfgang Fabio Schultze), la comunità scientifica (Francesco Guerra, Nadia Robotti, Etienne Klein) e umanistica (Jordi Bonells, Roberto Finzi, Massimo Onofri), costruisce un dossier fitto di informazioni e le mette al servizio dello spettatore in una forma accattivante. Merito di una regia che mescola immagini originali e di repertorio a disegni e illustrazioni di Leomacs – Massimiliano Lenardo – animati dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Non volendo così rinunciare alla dimensione fantastica di un uomo che ha spiegato il Tutto ed è finito nel Nulla, con la provocazione di negare agli altri la verità che egli ha sempre cercato nelle cose. Eronico subisce il fascino del Grande Inquisitore, come Majorana veniva chiamato dal gruppo romano, di questo volto magro e scuro dai tratti squisitamente meridionali. Si ferma con misura romanzesca sul rapporto di ammirazione sospetta tra il fisico siciliano, umorale, culturalmente eccentrico, e il suo mentore Enrico Fermi, mentalità ingegneresca e mai in affanno. Si schiera con Majorana sapendo di aver perso in partenza, e in virtù di questa sconfitta assume, pur con entusiasmo partigiano, quella distanza storiografica che gli permette di ridimensionare il personaggio a misura della persona, assottigliando il mito leopardiano del genio malato come anche smontando quella tradizione di pensiero, nobile ma anacronistica, che da Sciascia in poi vuole un Majorana in esilio per aver intuito gli sviluppi dei suoi studi, cui si lega la futura realizzazione della bomba a fissione nucleare. Le ipotesi, probabilmente, continueranno a girare all’infinito, come elettroni d’un atomo perduto. Nessuno lo troverà. È, con una dimensione etica forse involontaria, il suo modo di averci condannato alla ricerca.

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Gli Orari:

Mercoledì 7 Giugno Ore 21:30

Giovedì  8 Giugno Ore 21:30

 

Il Trailer:

 

 

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Spira Mirabilis, un film di Massimo D’Anolfi & Martina Parenti

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La comunità del Cheyenne River Reservation Camp, in South Dakota, celebra il funerale di un anziano che ha lottato per l’indipendenza e il riconoscimento dei diritti civili dei nativi americani. Restauratori e tecnici addetti alla conservazione delle statue del Duomo si applicano costantemente a dare nuova vita a quel simbolo di spiritualità cristiana che permane intatto nei secoli. La coppia svizzera composta da Felix Rohner e Sabina Schafer crea da decenni particolari strumenti musicali con pazienza artigiana nel laboratorio di Berna. Shin Kubota, docente all’Università di Tokyo, si dedica a studiare la Turritopsis, “medusa immortale”, dal ciclo vitale potenzialmente infinito, capace di mutamento e rigenerazione. Di tanto in tanto, dentro un cinema vuoto, l’attrice Marina Vlady interpreta alcuni passi dell’Immortale, dall’Aleph di Jorge Luis Borges.

Una nativa indiana racconta la genesi del mondo e un’attrice francese di fama internazionale legge passaggi di Borges dedicati al tema dell’immortalità. Uno scienziato giapponese studia le meduse Turritopsis e dedica una canzone alla loro capacità di ringiovanire e scampare alla morte. Una coppia svizzera realizza uno strumento musicale / scultura in metallo unico al mondo, lo Hang, creato dopo anni di esperimenti sulla materia e il suono che emette. Un gruppo di nativi celebra un funerale a Wounded Knee, sede della ribellione indiana dello scorso secolo e di un successivo massacro da parte delle autorità statunitensi. Un gruppo di operai e artigiani presiede alla lenta e infinita sistemazione delle statue marmoree che popolano la facciata e le guglie del Duomo di Milano. Questi sono i volti, i suoni e le latitudini scelte da Massimo D’anolfi e Martina Parenti per la loro spirale perfetta. Spira Mirabilis è il loro ultimo lavoro a carattere documentaristico, uno dei tre rappresentanti del cinema italiano in concorso a Venezia 73. Il titolo si rifà alla spirale logaritmica, le cui distanze tra bracci aumentano man mano che la sua formazione progredisce: è una forma spesso rintracciabile in natura e che può essere ricostruita usando la celebre sequenza di Fibonacci. Si tratta insomma di un incrocio tra conoscenza umana e bellezza immediatamente percepibile nella natura attorno a noi. Spira Mirabilis, la recensione del film di Venezia 73 IWonder Marina Vlady è tra la protagoniste di Spira Mirabilis Sicuramente tende all’estetica e a un lento progredire anche il film di Massimo D’anolfi e Martina Parenti, che si pongono l’ambiziosissimo progetto di raccontare l’anelito dell’umanità verso il superamento della morte, attraverso le storie rintracciate nei quattro angoli del mondo e che si rifanno ai 5 elementi della tradizione filosofica cinese: l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra e l’etere. Gli autori, che hanno partecipato alla presentazione della rassegna Le Vie del Cinema a Milano, hanno voluto anche rispondere ad alcune critiche giunte dai giornali dopo il passaggio in Laguna circa la qualità del film e il fuggi fuggi che avrebbe generato in sala durante la proiezione dedicata alla stampa. Parenti ha invitato gli spettatori a gettare il cuore oltre l’ostacolo, concentrandosi sulla bellezza delle immagini e pensando a lasciarsi trasportare dalla storia più che a cercare continuamente un senso, che il film provvederà puntualmente a fornire nelle sue fasi finali.

 

mondofox.it

Gli Orari:

Mercoledi 24 Maggio  Ore 21:30

Giovedi 25 Maggio Ore 21:30


Il Trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà