19-26 Ottobre

ERASERHEAD – 19 e 26 Ottobre

Giovedì 19 Ottobre Ore 10:00 – 16:30 – 21:30

Giovedì 26 Ottobre Ore 10:00 – 16:30 – 21:30

UN FILM DI David Lynch. CON Jack Nance, Charlotte Stewart, Allen Joseph, Jeanne Bates, Judith Anna Roberts, Laurel Near, Jack Fisk GENERE Horror  DURATA 89 min. – USA, 1977 – Cineteca di Bologna

 

Versione originale inglese con sottotitoli italiani

 

Harry Spencer, strano ometto dall’acconciatura del tutto particolare, è un tipografo solitario piuttosto strambo che abita in un desolato appartamento nei sobborghi di una grande città che sembra essere chissà come sopravvissuta a qualche disastro o a qualche sfavorevole congiuntura economica o più probabilmente a una vera e propria apocalisse. Harry si vede costretto a sposare la fidanzata Mary, rimasta incinta. Quando il figlio nasce, è in sostanza un mostro e le cose, già complicate, si complicano ancora di più. La trama, difficilmente riassumibile e talvolta anche indecifrabile nella sua apparente linearità, è probabilmente l’ultima cosa che conta in questo film, brillante contenitore di suggestioni, macabre inquietudini e acute riflessioni socio-psicologiche che si rincorrono tra loro ogni volta sorprendendo e turbando.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

BLOW UP – 5 e 12 Ottobre

Giovedì 5 Ottobre Ore 10:00 – 16:30 – 21:30

Giovedì 12 Ottobre Ore 10:00 – 16:30 – 21:30

UN FILM DI Michelangelo Antonioni. CON  David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Verushka, Peter Bowles, Jill Kennington, Peggy Moffit, Rosaleen Murray, Ann Norman, Melanine Hampshire, Jane Birkin, Gillian Hills. GENERE Drammatico DURATA 112 min. – Gran Bretagna, Italia, 1966. – Cineteca di Bologna

 

Versione originale inglese con sottotitoli italiani

Thomas, un fotografo annoiato del fascino sensuale delle modelle che passano nel suo studio e nella sua vita, per reazione si propone di realizzare un fotolibro che vuol essere uno studio della vita di Londra in tutta la sua realtà. Attratto dalla calma che vi regna, si sofferma in un parco dell’East End e qui riprende le effusioni sentimentali di un uomo e di un donna; quest’ultima se ne accorge e lo insegue fino a casa per chiedergli la consegna della pellicola: è così disperata da offrirsi a lui, pur di riaverla. Con un trucco Thomas sostituisce il negativo, quindi comincia a sviluppare e ad ingrandire le fotografie. Vengono in tal modo alla luce alcuni particolari, come la mano di un uomo che tiene una pistola ed una strana ombra sull’erba che potrebbe essere un cadavere.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

Personal shopper, un film di Olivier Assayas

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Maureen è una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come personal shopper. Ha l’incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra. Maureen ha anche il dono di comunicare con gli spiriti. Cerca un contatto con l’aldilà per poter salutare definitivamente il fratello gemello Lewis, recentemente scomparso e per riappacificarsi con la sua perdita. Inizierà a ricevere ambigui messaggi inviati da un mittente sconosciuto. Entrerà in contatto con una presenza spettrale ma non è sicura che si tratti di Lewis.

In Sils Maria, Kristen Stewart era l’assistente personale di una famosa attrice, e tutto il film era giocato sul rispecchiamento indentitario della protagonista Juliette Binoche: che comprendeva anche la stessa Stewart. Ora, in Personal Shopper, è l’americana a essere protagonista, giovane al servizio di una bizzosa diva che non incontra quasi mai, tutta impegnata a passare da un atelier d’alta moda all’altro per raccattare abiti e accessori destinati a questa misteriosa Kira. E, nel mentre, Maureen (che è anche una medium) cerca di stabilire un contatto col gemello morto da poco per una malformazione cardiaca che ha anche lei. Sospesa quindi tra le appendici del corpo e quello che al corpo sottende, all’anima o come la si voglia chiamare, Maureen è comunque un personaggio sempre alla ricerca di qualcosa, e sempre confinata nel limbo dell’incertezza: quella presenza che sente dentro casa, è Lewis, suo fratello, o no? E che fare: cedere o no alla tentazione di provare quegli abiti meravigliosi che sfiora e valuta per conto terzi? Se si indossano i panni di un’altra, o se si fa la stand in per suo conto su un set fotografico, chi si è? Sei tu o sono io? Sei tu o sono io? È questa la domanda, questo il cuore e il finale del film di Olivier Assayas, che gioca col genere puro, con l’horror e il thriller, alternando fantasmi e omicidi per costruire l’ennesima storia fatta di riflessi, specchi e ombre che sono quelle che abbiamo nella testa. Che Maureen ha in testa. Fin dalle prime inquadrature del film, nella penombra gotica di una villa, il personaggio della Stewart è alla ricerca di qualcosa, e si rispecchia, si duplica senza nemmeno accorgersene nei vetri di una finestra; così come non si guarderà mai davvero allo specchio, con addosso gli abiti di lusso di Kira, ma guarderà solo un’ipotesi di sé. “Non sono io, non mi sento a mio agio così”, scriverà su una misteriosa chat sul telefonino, forse con uno spirito, forse con un killer. Si muove in un mondo di fantasmi la Stewart, parla con loro anche quando i fantasmi sono ancora vivi, e sono tali per via della loro distrazione o della loro immanenza elettronica, dentro una chat di Skype o in una sull’iPhone. Non riesce ad afferrare o a raggiungere mai niente e nessuno, nemmeno sé stessa. Perché, in fondo, è dominata dalla paura di cercare di essere chi vorrebbe veramente, anche (o forse perché) la paura è anche desiderio. Assayas, liquido e scorrevole come non mai con la sua macchina da presa, se ne infischia della logica e della metafisica della trama, in Personal Shopper, lasciando questioni sospese e ambiguità latenti riguardo le scene chiave del suo film. O forse no, non se infischia affatto: perché la logica interna del film è proprio quella lì, quella di una confusione identitaria, del tentativo di ricostruzione che mette in atto Maureen e che coinvolge anche noi spettatori.

Comingsoon.it

Gli Orari:

Giovedi 1 Giugno Ore 21:30

Venerdì 2 Giugno Ore 20:30 – 22:30

Sabato  3 Giugno Ore 20:30 – 22:30

Domenica 4 Giugno Ore 16:30 – 18:30 – 20:30 – 22:30

Martedì 6 Giugno Ore 10:00 – Cinemamme

Martedì 6 Giugno Ore 21:30

 

Il Trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

L’altro volto della speranza, un film Aki Kaurismäki

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Wilkström è un rappresentante di camicie, che lascia moglie e lavoro, e punta tutto su una partita a poker per cambiare vita. Khaled è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una carboniera che si ritrova a Helsinki quasi per caso. Anche lui vuole cambiare vita. Le autorità però vorrebbero rispedire ad Aleppo Khaled, che se la deve vedere anche con dei picchiatori razzisti. Ma nella sua strada Khaled incontra anche persone come Wilkström che decide di aiutarlo. I due tentano di ripartire con la gestione di un ristorante triste e senza clienti, “La Pinta Dorata”, magari trasformandolo in un ristorante sushi alla moda…Un rifugiato, un rappresentante, un cuoco, una cameriera, un direttore di sala e un cane… insieme, forse, riusciranno a trovare ciò che cercano.

A volte, il modo migliore di trattare un problema serio è quello di utilizzare toni poco seri. O che sembrano tali. A volte, per far fronte ai colpi duri della vita, bisogna tenere la bocca chiusa e il cuore aperto: niente recriminazioni, niente polemiche, niente giudizi, ma la capacità di accettare sé stessi e gli altri. Pare facile, ma non lo è. Aki Kaurismäki è uno di quelli che lo sa fare, e bene. Che lo sa fare bene, e lo fa sembrare la cosa più naturale e lineare del mondo. Come tutti i film del finlandese, anche The Other Side of Hope dà l’impressione di sgorgare così com’è dalla mente del suo autore, a dispetto dell’evidente costruzione, dello stile antinaturalista, dell’intreccio della trama. E possiede un calore umano e una forza politica che non solo non vengono mai ostentati, ma che anzi vengono trattati con quell’atteggiamento quasi distratto e casuale che fa sembrare il cinema del finlandese e le vita dei suoi personaggi un succedersi di eventi paradossali e surreali che però non potrebbero essere altrimenti. La straordinaria capacità che ha Kaurismäki di raccontare con questa impassibile naturalezza l’assurdità delle cose e del mondo si sposa perfettamente con l’assurdità dei nostri tempi, con la follia delle guerre, la crisi dei rifugiati, quella economica, e la loro sconsiderata gestione da parte delle istituzioni politiche e non. E lo sguardo del regista è sempre imperturbabile: tanto di fronte alla storia di un rifugiato siriano sbarcato quasi per caso a Helsinki, al suo chiedere asilo, raccontare la sua storia, vivere una condizione di clandestino, quanto davanti a quella di un uomo che cerca di cambiar vita e lo fa vincendo una somma enorme a poker come fosse una cosa ovvia, e comprando uno squinternato ristorante. Bocca chiusa, cuore aperto: nessuno svolazzo retorico, puro racconto di un’umanità che è fatta delle stesse cose, che ha le stesse esigenze. Nell’universo cinematografico fuori dal tempo che gli è proprio, dove il presente fonde con col passato, gli anni Cinquanta con gli Ottanta, la musica (onnipresente e salvifica, rigorosamente blues e rock) col le parole o coi silenzi, Kaurismäki racconta un mondo dove le persone buone si aiutano fra di loro (magari dopo essersi presi a pugni, senza chiedere poi tanto in cambio e senza mettere manifesti, perché sono i gesti piccoli, quasi impercettibili, che contano, anche quelli di un sopracciglio: anche al cinema), ma dove le strade si possono comunque separare, e il male che ci circonda non è destinato di certo a sparire facilmente. Tutto quello che possiamo fare, dice The Other Side of Hope, è fare del nostro meglio. Anche quando i nostri sforzi si traducono i gesti assurdi e paradossali, e i risultati sono comici e demenziali, irresistibili come certe scene e certe battute ambientate in un ristorante indimenticabile che si chiama “La pinta dorata”. Anche quando un nazista ci accoltella, ma c’è nostra sorella da aiutare, e quindi andiamo avanti.

Comingsoon.it

 

Gli Orari:

Venerdì 12 maggio ore 21:30

Sabato  13 maggio ore 20:30 – 22:30

Domenica 14 maggio ore 16:30 – 18:30 – 20:30 – 22:30

Martedì 16 maggio ore 10:00 – cinemamme

Martedì 16 maggio ore 21:30

Il Trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà