CAFARNAO: DAL 26 APRILE AL 1 MAGGIO

CAFARNAO

Venerdì 26 aprile ore 21:30
Sabato 27 aprile ore 20:00 – 22:30
Domenica 28 aprile ore 16:00 – 18:30 – 21:00
Martedì 30 aprile ore 10:00 – 21:30
Mercoledì 1 maggio ore 18:30 - 21.30


GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA:  Nadine Labaki
ATTORI: Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Boluwatife Treasure Bankole, Kawsar Al Haddad, Fadi Youssef
PAESE: Libano, USA
DURATA: 120 min.

Zain è un ragazzino dodicenne appartenente a una famiglia molto numerosa. Facciamo la sua conoscenza in un tribunale di Beirut dove viene condotto in stato di detenzione per un grave reato commesso. Ma ora è lui ad aver chiamato in giudizio i genitori. L’accusa? Averlo messo al mondo.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

THE SQUARE – dal 17 al 21 Novembre

Venerdì 17 Novembre Ore 21:30

Sabato 18 Novembre Ore 20:00 – 22:30

Domenica 19 Novembre Ore 15:00 – 18:00 – 21:00

Martedi 21 Novembre Ore 10:00 – 21:30

UN FILM DI Ruben Östlund . CON . Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø. GENERE  Drammatico DURATA 142 min. – Svezia, Danimarca, USA, Francia –Teodora Film

Christian è il curatore di un museo d’arte contemporanea di Stoccolma, costantemente alla ricerca di nuove opere che possano catturare l’attenzione del pubblico e di potenziali ricchi donatori e, al tempo stesso, scuotere le coscienze dei visitatori su temi importanti come la solidarietà e il senso di comunità.

In questa direzione va la nuova installazione che è in procinto di lanciare grazie ad una agenzia di comunicazione che propone una campagna shock e virale: “The square”, un quadrato luminoso all’interno del quale tutti hanno uguali diritti e doveri.

Una mattina andando a lavoro, si imbatte in un avvenimento che lo spoglia di tutte le sue certezze, innescando una serie di eventi che precipitano la sua vita rispettabile nel caos più completo.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

La mia vita da Zucchina un film di Claude Barras

La mia vita da zucchina Claude Barras

 

La mia vita da Zucchina: il piccolo capolavoro di Claude Barras ricco di poesia, commozione e ironia, ma soprattutto senza ipocrisia o superficialità

Zucchina è il soprannome intrigante di un bambino di dieci anni la cui storia unica è sorprendentemente universale. Dopo la morte improvvisa della madre, Zucchina stringe infatti amicizia con una specie di agente di polizia di nome Raymond e da lui viene accompagnato in un nuova casa adottiva piena di altri orfani della sua età. In un primo momento, Zucchina fatica ad adattarsi al nuovo ambiente, strano e a volte ostile, ma imparerà presto a fidarsi e a ritrovare l’amore che solo una famiglia può dare.

Presentato al Festival di Cannes 2016 nella Quinzaine Des Réalisateurs.
Premio del Pubblico come Miglior Film Europeo al Festival di San Sebastian.

 La mia vita da Zucchina (Ma Vie de Courgette, 2016) parla di orfani, genitori alcolizzati, pedofilia, persino bambini che ammazzano la madre. Un simile concentrato di sventure, oltretutto visto nella prospettiva dei ragazzini che queste terribili disgrazie hanno subito, avrebbe potuto condurre a un film ricattatorio, strappalacrime. La mia vita da Zucchina non è nulla di tutto questo. Passato con successo alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes e distribuito dall’ottima Teodora, il film d’animazione con pupazzi in stop-motion di produzione franco-svizzera, diretto da Claude Barras, è una sorpresa. Il merito va ascritto anche a Céline Sciamma, acuta regista di storie d’adolescenti controcorrente (Tomboy, Diamante nero) che, dopo quella firmata per il bellissimo Quando hai 17 anni di André Téchiné, realizza un’altra sceneggiatura esemplare (adattando Autobiografia di una Zucchina di Gilles Paris), in equilibrio tra realismo e trasfigurazione fantastica, asciuttezza e giusta commozione.

La mia vita da Zucchina è un racconto di formazione senza eufemismi, che esplicita il sottofondo tragico della vicenda, anche attraverso frasi pronunciate dai bambini in cui l’ingenuità propria dell’età si mescola a una dolorosa maturità prima del tempo (“Siamo tutti uguali qui, non c’è più nessuno che ci ami”). Durezza e franchezza, però, sono attenuate dal filtro applicato, quello d’un punto di vista che resta sempre ad altezza bambino. Molto dipende anche dal ricorso ai pupazzi e alla tecnica della stop-motion che, contrariamente a tanta animazione digitale ipercinetica, regalano al racconto un ritmo meditato, in cui la lentezza è l’altra faccia della delicatezza messa dagli autori nella narrazione di questi giovanissimi, indifesi personaggi. Proprio il fatto che il mondo venga prima raccontato nelle sue brutture rende più credibile la nota di speranza finale. La mia vita da Zucchina insegna che le cose possono cambiare, ma bisogna sapere che bene e male esistono l’uno accanto all’altro, divisi da un esilissimo filo. Perciò, per spiegarne la prossimità, il film ricorre a simboli ambivalenti, che cambiano di segno nel corso del racconto. La malinconica lattina di Zucchina si trasforma in un’oggetto che aiuterà Camille; e le tacche per segnare la crescita del bambino, che la mamma di Zucchina faceva sul muro in corrispondenza di un’ennesima tragedia da ricordare, serviranno finalmente per celebrare gli avvenimenti felici d’una nuova vita.

Stefano Fedele, Optimagazine

Gli orari:

Giovedì 5 gennaio ore 16:30 – 18:30

Venerdì 6 gennaio ore 16:30 – 18:30

Sabato 7 gennaio ore 16:30 – 18:30

Il trailer:

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Un padre una figlia, un film di Cristian Mungiu

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Ha conquistato la Palma d’Oro per la Miglior Regia all’ultimo Festival di Cannes Un padre, una figlia,  il nuovo lavoro del regista rumeno Cristian Mungiu.

Romeo Aldea è medico in una piccola cittadina della Transilvania e padre di Elisa, l’amatissima figlia ad un passo dal diploma. Dopo il diploma tanti sogni che stanno trovando concretezza grazie ad una borsa di studi per una facoltà di psicologia in Gran Bretagna. Ma il giorno prima dell’esame Elisa è vittima di un’aggressione che la turba profondamente mettendo a rischio la partenza ed il percorso costruito con fatica. Fino a che punto può arrivare un padre per non veder vanificare un sogno? Un padre, una figlia parla di principi e di compromessi, di decisioni, scelte, educazione e anche di famiglia.

“E’ la storia di un padre che si domanda cosa sia meglio per sua figlia, se sua figlia debba imparara a sopravvivere nel mondo reale o se debba lottare per essere sempre onesta cercando di cambiare il mondo” racconta il regista Cristian Mungiu.

Gli orari:

Venerdì 30 settembre 21:30
Sabato 1 ottobre 20:00 22:30
Domenica 2 ottobre 15:00 17:30 20:00 22:30
Martedì 4 ottobre 21:30

Il trailer del film

 

 

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