A spasso con Bob, un film di Roger Spottiswoode

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A spasso con Bob di Roger Spottiswoode è una a pellicola tratta dal bestseller internazionale pubblicato in Inghilterra nel marzo del 2012 e basato su una storia vera.

Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob…

Meno di 10 anni fa James Bowen era un 27enne eroinomane senzatetto, con una chitarra in spalla, un cartone sotto braccio dove dormire, pochi penny in tasca e una famiglia che gli aveva completamente voltato le spalle. Una vita apparentemente arrivata sull’orlo di un precipizio, fino a quando James non trovò un gatto rosso, indifeso e ferito. Quel giorno nacque un’amicizia incredibile, che cambiò le esistenze di entrambi, tanto da finire sulle prime pagine dei tabloid britannici e nel 2012 diventare best seller. A spasso con Bob, edito in Italia da Sperling & Kupfer, è stato pubblicato in Inghilterra nel marzo di 4 anni fa ed è rimasto per 70 settimane consecutive nella Top10 dei libri più venduti del Paese, vendendo oltre 7 milioni di copie in tutto il mondo. Non contento, è stato da poco inserito nella lista dei 10 migliori libri britannici di tutti i tempi e si è posizionato al 23esimo posto dei libri più venduti del Regno Unito negli ultimi 40 anni. Poteva una storia simile, incredibilmente vera e celebre in patria, non diventare cinema? A spasso con Bob segna il ritorno alla regia del 71enne Roger Spottiswoode, 20 anni fa regista di 007 – Il domani non muore mai e nel 2014 visto alla Festa del Cinema di Roma con Il mio amico Nanuk. Co-protagonista del film il ‘vero’ Bob del titolo, ovvero il meraviglioso gatto rosso che da 8 anni accompagna ovunque James Bowen, nel frattempo diventato milionario grazie al successo del libro. Ad indossare i sudici abiti di Bowen, Luke Treadaway, 32enne qui incredibilmente intonato visto in Unbroken di Angelina Jolie e nella serie tv Fortitude. Al suo fianco, nei panni di colei che lo aiuterà a rialzarsi dal precipizio in cui era finito, Ruta Gedmintas, volto della serie tv The Strain. Una storia di solitudine, speranza, amicizia, unione, amore, perdono e di rinascita, quella diretta da Spottiswoode. Il romanzo biografico di Bowen, non a caso, colpì nel segno anche, se non soprattutto, per il modo franco con cui l’autore descrisse la complicata vita dei senzatetto britannici, nel suo caso persino eronoimani. La totale disperazione figlia della dipendenza che si scontra con il benevolo destino, qui raffigurato da un dolce gatto rosso, dal quale ripartire. Perché una seconda possibilità, se non un’ottava vita, è sempre lì, a portata di mano. Basta crederci, farsi forza e trovare il coraggio di rialzarsi. Dovendo condensare l’opera di Bowen in 102 minuti, Spottiswoode si è concentrato soprattutto sulla tenera amicizia tra questi due esseri umani così soli al mondo, trovatisi quasi per caso e da allora mai più allontanatisi l’uno dall’altro.

Federico Boni, Cineblog

Gli orari:

Venerdì 27 gennaio ore 21:30

Sabato 28 gennaio ore 20:30 – 22:30

Domenica 29 gennaio ore 16:30 – 18:30 – 20:30 – 22:30

Martedì 31 gennaio ore 10:00 cinemamme

Martedì 31  gennaio ore 21:30

Il trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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Snowden, un film di Oliver Stone

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Oliver Stone torna al cinema con un film biografico sul Edward Snowden, l’ex agente della CIA che ha rivelato al mondo una sconvolgente verità

Snowden è il ritratto personale e affascinante di una delle figure più controverse del XXI secolo, l’uomo responsabile di quella che è stata definita la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani. Nel 2013 Edward Snowden lascia con discrezione il suo impiego alla National Security Agency e vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald e Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti…

Snowden di Oliver Stone è un film politico, non nel senso più nobile del termine. “Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità”, diceva Morpheus all’hacker Neo in Matrix (1998). Evidentemente non siamo nel cinema post-assassinio di Kennedy e nemmeno in quello post-Watergate di Sydney Pollack, o di Alan J. Pakula né tantomeno in quello più raffinato di La conversazione di Francis Ford Coppola, capolavoro-paradigma della paranoia nixoniana, perfetto esempio del cinema combattivo quanto sperimentatore della New Hollywood dei Bogdanovich, dei Coppola, dei De Palma, Demme, Penn, Scorsese, eccetera, nata dalle ceneri dello studio system e di cui Oliver Stone, allievo di Martin Scorsese, è chiaramente figlio. L’epoca della New Hollywood è lontana, e lo sembra anche di più nell’attuale contesto di regressione di gran parte della produzione a un conformismo politico e visivo dettato dal dominio del marketing e del politicamente corretto. E da un certo punto di vista non siamo neanche nel cinema di Oliver Stone, anche se per altri versi ci siamo in pieno e all’ennesima potenza. Ma anche se non così adulto e a volte elementare, alcuni esempi di quel cinema che si è affermato nel corso degli anni ottanta succedendo alla New Hollywood hanno forse lasciato il segno nella coscienza dei giovani spettatori contribuendo inaspettatamente ad ampliarne l’orizzonte. Il nuovo lungometraggio di Oliver Stone, che consigliamo di vedere in lingua originale, si ricollega proprio a quel cinema d’intrattenimento che ha appassionato il pubblico adolescente e non solo negli ultimi quarant’anni, senza però quella gradevole e rassicurante patina di fanciullesca ingenuità. E a pensarci si tratta di un percorso speculare a quello di Edward Snowden.

In questo film la guerra informatica è un vero mostro che si autoalimenta. Si pensa anche a Spy game (2001) di Tony Scott. In quel caso lo Snowden di turno, interpretato da Brad Pitt, è sinceramente convinto che le azioni clandestine della Cia possano aiutare l’America e il mondo a diventare migliori. È quindi il racconto di un idealista che perde le sue illusioni, di un “idealista disilluso”, per citare la definizione che John Kennedy dava di sé. Però in Spy game quando il capo di Pitt si trova a scegliere, sceglie l’amicizia malgrado tutto. In Snowden non accade. Sembra esserci qualcosa che lega sotterraneamente Snowden a O’Brien. Ma le scene in cui Snowden ascolta il suo capo che sovrasta la sua figura minuta, e il primo piano di O’Brian che sembra sapere tutto di certe conversazioni del suo agente, sono affascinanti quanto spaventose. Fanno pensare a un grande fratello all’ennesima potenza.

 

Francesco Boille, Internazionale 

Gli orari:

Venerdì 20 gennaio ore 21:30

Sabato 21 gennaio ore 20:00 – 22:30

Domenica 22 gennaio ore 15:00 – 17:30 – 20:00 – 22:30

Martedì 24 gennaio ore 10:00 cinemamme

Martedì 24  gennaio ore 21:30

Il trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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