TUTTI LO SANNO – dal 16 al 20 novembre

Venerdì 16 Novembre ore 21:30
Sabato 17 Novembre
 ore 20:00 - 22:30
Domenica 18 Novembre ore 16:00 - 18:30 - 21:00
Martedì 20 Novembre ore 10:00 - 21:30

TUTTI LO SANNO

DATA USCITA: 08 novembre 2018
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Asghar Farhadi
ATTORI: Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín, Eduard Fernández, Bárbara Lennie, Inma Cuesta, Elvira Mínguez, Ramón Barea, Roger Casamajor, JoséÁngel Egido
PAESE: Spagna, Francia, Italia
DURATA: 132 Min
DISTRIBUZIONE: Lucky Red

Laura è una donna con una storia singolare alle spalle, che l’ha portata ad affrontare molte difficoltà nel corso della sua vita. Il bagaglio di esperienze che Laura trascina con sé è carico di decisioni difficili che, coinvolgendo inevitabilmente altre persone, ora continuano a tormentarla. Ma il vero macigno che grava sulla sua esistenza è un oscuro segreto, con il quale convive ormai da anni.
Nel momento in cui si trova costretta a doverlo rivelare per superare una situazione drammatica, sarà per lei come aprire il vaso di Pandora della propria anima tormentata, e si libererà da molti pensieri che la appesantivano da troppo tempo. Questo momento tanto cruciale quanto delicato coincide con il matrimonio della sorella.
Per l’occasione, infatti, Laura lascia Buenos Aires per partire alla volta di Madrid insieme ai figli. Il ritorno nella sua piccola città natale, nel cuore di un vigneto alle porte della capitale spagnola, farà tornare a galla un passato turbolento, che infrangerà quello che doveva essere un sereno ricongiungimento familiare. Gli eventi inaspettati che turbano Laura coinvolgeranno anche tutti gli altri personaggi, trascinandoli in una serie di vicissitudini che cambieranno per sempre il corso delle loro esistenze.

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Il cliente, un film di Asghar Farhadi

il cliente

Il Cliente racconta la storia di Emad e Rana una giovane coppia di attori costretta a lasciare la propria casa al centro di Teheran a causa di urgenti lavori di ristrutturazione. Un amico li aiuta a trovare una nuova sistemazione, senza raccontare nulla della precedente inquilina che sarà invece la causa di un “incidente” che sconvolgerà la loro vita.

Il fulcro dell’idea di cinema di Farhadi rimane la complessita’ della propria struttura narrativa, l’edificio delle circonvoluzioni del racconto che si avvolgono tra di loro a spirale fino a non riuscire piu’ a sbrogliarsi, a sfuggire. Quando questo incastro di storie, colpi di scena e sentimenti forti finisce per innervare anche l’impalcatura formale e lo stile visivo dei suoi film, l’opera di Farhadi riesce a raggiungere una limpidezza espressiva altissima, come quella che riconosciamo in titoli come About Elly e Una separazione. Purtroppo pero’, appare al contrario sempre piu’ difficile per le immagini di questo cinema assumere una dimensione che supporti fino alla fine la chiarezza delle intuizioni e degli intenti del regista, come già accaduto sempre a Cannes con il precedente Il passato.

Il cliente si apre per l’appunto con alcune delle sequenze piu’ potenti di tutto il cinema di Farhadi: l’evacuazione notturna del palazzo in pericolo di crollo, con l’apparizione improvvisa di questa ruspa-mostro che sembra stare mangiandone le fondamenta, quella porta aperta lasciata da Rana prima di fare la doccia, e la scoperta graduale da parte di Emad degli indizi dell’uomo misterioso (ma anche del passato scandaloso dell’inquilina precedente) seminati in giro per l’appartamento, sono tutti semi di una visione lucidissima del processo di costruzione di una architettura di senso in cui le tensioni del racconto si raddoppiano nelle suggestioni lasciate sulla parete delle immagini. Farhadi esplicita il suo procedimento estetico in maniera ancora piu’ rafforzata, inserendo il binario parallelo dello svelamento reiterato delle quinte di un allestimento teatrale di Morte di un commesso viaggiatore, che si fa dichiarata esplorazione morale del labirinto nascosto dietro la scena, “recita” che coinvolge questa coppia di coniugi e i loro amici, alle prese con le conseguenze di un’aggressione domestica subita dalla donna nella casa in cui la coppia si e’ appena trasferita. Pubblico e privato, amore e ossessione, fantasmi personali e spettri sociali: Farhadi mette in campo una nuova volta le tematiche portanti della propria poetica, ma sembra ancora bloccato in un loop sovraccarico in maniera progressiva e faticosa, nello girare in tondo fino a portare la tensione narrativa a uno strappo irreparabile, come succede al suo protagonista e alla sua genuina, inedita crudeltà di aguzzino nei confronti dell’anziano uomo su cui si concentra la sezione finale del film. Seppure Farhadi riesca nel notevole esercizio di far confluire in questa lunga resa dei conti la dimensione “intima” della sua storia con quella politica (la centralità del contratto economico, dell’aspetto dei soldi in tutta la storia), l’afflato realista con quella chiara costruzione teatrale che i frammenti dalla pièce di Arthur Miller hanno richiamato per tutta l’opera, allo stesso tempo la claustrofobia dei toni e la ricerca spasmodica della reazione forte che inchiodi lo spettatore senza via di fuga allontanano in maniera irrevocabile l’empatia nei confronti di quanto stiamo vedendo. Il livello dell’allegoria e l’obiettivo perseguito con ostinazione della chiusura assertiva del cerchio finiscono per depotenziare le riflessioni che il film avrebbe potuto sicuramente diffondere in sala, negli animi e negli occhi, se avesse mantenuto il coraggio di lasciarsi delle aperture, degli squarci, delle fessure attraverso cui far respirare le urgenze, preziose e ancora necessarie, di questo cinema.

Gli orari:

venerdì  24 marzo ore 21:30

sabato 25 marzo ore 20:15 – 21:30

domenica 26 marzo ore 15:45 – 18:00 – 20:15 – 22:30

martedì 28 marzo ore 10:00 (cinemamme)

martedì 28 marzo ore 21:30

Il trailer:

 

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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