IL CINEMA RITROVATO: Il disprezzo – Le mépris, un film di Jean-Luc Godard

16473054_962019127267852_3201849049577270018_n

Paul Javal, uno scrittore di gialli, viene chiamato da un produttore americano, Prokosch, per sceneggiare un film sull’Odissea. Il film dovrebbe essere diretto dal celebre Fritz Lang. Il produttore non nasconde la corte assidua che fa ad Emilia, la giovane moglie dello scrittore. Questo provoca la rottura definitiva fra i due sposi…

Per la prima volta in sala il director’s cut di un classico della nouvelle vague, all’epoca stravolto dalla produzione (per l’edizione italiana Carlo Ponti lo fece scorciare di una ventina di minuti). Il romanzo di Moravia diviene il pretesto per uno dei film più lineari e narrativi di Godard, dove il paesaggio mediterraneo e marino offre un sontuoso contrasto alla volgarità del milieu cinematografico e all’amarezza della fine di una coppia. Tra Cinecittà e una Capri dai colori irresistibilmente pop, Michel Piccoli lavora sul set di un improbabile adattamento dell’Odissea(l’aristocratico regista è Fritz Lang che interpreta se stesso), mentre la moglie Brigitte Bardot è corteggiata dal produttore.

Cineteca di Bologna

“Il disprezzo” è basato su cose essenziali: il mare, la terra, il cielo. I miei personaggi non sono più in accordo con la natura come lo erano gli Antichi, ma ho trattato il paesaggio come un personaggio, dandogli altrettanto spazio che agli attori. Il mio scopo principale è stato questo ritorno al classicismo, alla serenità. Il disprezzo è stato filmato in inquadrature molto lunghe (in tutto sono appena 150) e i totali, in cui gli attori sono come ‘persi’ nel décor, hanno una parte importante nel montaggio. Ho utilizzato solo i colori fondamentali, il rosso, il blu, il bianco, il verde… E sempre in toni molto puri. Non bisogna credere che si riuscirà in un’imitazione della pittura semplicemente pasticciando coi colori, sarebbe insensato. Bisogna filmare le cose con semplicità. […] Fritz Lang è il coro antico. È molto importante per me che nel film il regista Fritz Lang si chiami Fritz Lang, ma d’altronde non facevo del cinéma-vérité. Lang rappresenta tutto il cinema. Dovevo ritrovare tutto il cinema classico, da Chaplin a Griffith, fino ai cliché nel caso. Il disprezzo è un film sul cinema.

Jean-Luc Godard, “Les Lettres Françaises”, 25 dicembre 1963

Gli orari:

giovedì 9 febbraio ore 16:30 – 21:30

giovedì 16 febbraio ore 16:30 – 21:30

Il Trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

Clicca qui per vedere la nostra programmazione attuale

Posted in Novità, Programmazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *