LA BELLE ÈPOQUE DAL 15 AL 19 NOVEMBRE

LA BELLE ÈPOQUE

Venerdì 15 novembre ore 21:30 
Sabato 16 novembre ore 20:30 - 22:30
Domenica 17 novembre ore 16:30 - 18:30 - 21:00
Martedì 19 novembre ore 10:00 -21:30

 

GENERE: Commedie
REGIA: Nicolas Bedos
ATTORI:  Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Doria Tillier, Fanny Ardant, Pierre Arditi
PAESE: Francia
DURATA: 110 Min

TRAMA:
Victor e Marianne sono sposati e ‘inversi’. Lui vorrebbe ritornare al passato, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni, Victor col passato trova il futuro.

 

CRITICA:
Nicolas Bedos, ossessionato dal passaggio del tempo (Un amore sopra le righe), torna sui soggetti di predilezione: l’usura dei sentimenti e il rimpianto delle occasioni perdute. A sopportare gli oltraggi degli anni questa volta sono Fanny Ardant e Daniel Auteuil che interpretano con smalto una coppia sull’orlo di una crisi di nervi. Un uomo e una donna che da troppo tempo non condividono più niente e conducono vite parallele. Intorno a loro gravitano Guillaume Canet, regista tirannico e nevrotico, comme d’habitude, e Doria Tillier, compagna a intermittenza del personaggio di Canet che innamora il vecchio disegnatore di Auteuil. Convocate tutte le celebrità del cinema francese maggiore (Pierre Arditi e Denis Podalydès) e tutte le convenzioni della commedia degli equivoci, La Belle Époque è una messa in scena gioiosa del cinema che consente a Daniel Auteuil di ritrovare l’umorismo toccante dei vecchi ruoli e a Fanny Ardant la luccicanza sentimentale dei film di Truffaut, quella che la faceva svenire in un parcheggio dopo un bacio e le lasciava le cicatrici sui polsi perché in definitiva l’amore fa male. Convinti di non poter più stare insieme, le loro mani allacciate nel gran finale non intendono ragione. Perché Victor e Marianne sono fatti per accendersi e le loro mani per afferrarsi. Fatti per bruciare sempre e probabilmente ferirsi ancora. Bedos sceglie l’amore che dura e la riconciliazione di una coppia e di un uomo col suo tempo, regalando un sorriso persistente allo spettatore e tante sorprese. Sorprese che accumula tra andate e ritorni, recriminazioni e rievocazioni, carezze e schiaffi. Irriducibilmente brillante e ruffiano, l’enfant terrible della televisione (e non solo) porta sulla coppia uno sguardo tenero e fiducioso, incalzato da repliche e battute che fanno sognare o ridere di gusto. Trascendendo i limiti del reale col suo esercito di decoratori e un senso spiccato della messa in scena, l’autore rievoca il passato per offrire all’avvenire uno sguardo nuovo. Sguardo che contagia i suoi attori al servizio di un superbo gioco cinematografico. Sullo sfondo degli slittamenti temporali sfilano le performance di un cast virtuoso ed eclettico ma perfettamente omogeneo.La forza del film non risiede solo nell’eccellenza degli interpreti ma altresì nella sceneggiatura di una precisione quasi ineccepibile, che si destreggia coi talenti convenuti fino a concludersi sulla riconciliazione di rigore. Se Nicolas Bedos domina così bene la materia è perché il personaggio di Guillaume Canet è fondamentalmente il suo doppio. Antoine è un regista che deve accordare un ensemble di rivali e di persone che hanno in comune solo una rappresentazione (d’epoca), quella che devono allestire ma che minaccia sempre di volgere in catastrofe. La disposizione benevola di Bedos fa lo charme di questa commedia romantica in astinenza d’amore, concepita come una successione di parole, baci e lacrime legati da un ritmo sostenuto. La bella meccanica gira a pieno regime, regalando ai suoi attori il registro di predilezione e rammentando agli spettatori che qualche volta i ‘bei vecchi tempi’ sono adesso.

Marzia Gandolfi, Mymovies.it

 

INTERVISTA ALL’ATTRICE FANNY ARDANT

E lei, signora Ardant, quale giorno vorrebbe rivivere?
«Tanti momenti, anche alcuni in cui non ero felice. Perché alla fine impari di più dall’infelicità che dalla felicità».

Il grande tema del film è la nostalgia del passato.
«Si dà sempre un significato pessimista alla nostalgia, non sono d’accordo. Io sono come i matti, non dimentico niente, una maestra di ricordi. Mi sembra più pericoloso pensare sempre al futuro, significa avere paura del presente. La nostalgia non è una malattia ma una ricchezza. Significa rimanere vivi, sapere chi sei».

Lei sembra averlo molto chiaro: passa il tempo ma sembra sempre più solare.
«Esatto, mi sento sempre più liberata. Fin da molto giovane ho capito che la luce della morte sulla vita dà il vero peso delle cose. Sembra un pensiero funereo ma è il contrario».

Victor, suo marito nel film, perde interesse per il presente, lei lo pungola con sottile perfidia. Si è divertita?
«Lei è un personaggio bellissimo, un mix di forza e fragilità, non vuole rassegnarsi alla fine del grande amore. È crudele per scuoterlo, non si rassegna. Mi ha aiutato il grande feeling con Daniel Auteuil: le perfidie di sui sono capace sono state possibili perché provo per lui esattamente il contrario. A cinema, si sa, non si balla mai da soli».

Con una carriera come la sua, cosa chiede al cinema?
«Di essere sorpresa. Il mio grande lusso è stato di essere libera, aver recitato solo i personaggi che ho amato. Poter entrare in mondi nuovi, essere trascinata dalla passione di un regista come è successo qui con Nicolas. Mi piacerebbe lavorare ancora con un regista italiano, magari uno che non conosco ancora».

E alla vita?
«Al primo posto continuo a mettere l’amore. In generale, non solo il sentimento dell’innamoramento, ma l’amore per gli altri, la famiglia, il fatto di aprirsi, di tuffarsi senza avere paura. Il resto non conta, mi sembra insignificante sprecare la vita a considerare gloria, potere, soldi. Non valgono nulla al confronto con l’amore».

Stefania Ulivi, Corriere della Sera

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

“ANTROPOCENE” 21 & 23 NOVEMBRE

ANTROPOCENE

Giovedì 21 novembre ore 21:00 - in collaborazione con "Legambiente Valdera"
Sabato 23 novembre ore 16:30 - 18:30

 

GENERE: Documnentario
ANNO: 2018
REGIA: Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Nicholas de Pencier
ATTORI: Alicia Vikander
PAESE: Canada
DURATA: 87 Min

TRAMA: Anthropocene è il completamento, dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sul nostro pianeta. Un viaggio in sei continenti, narrato dalla voce di Alicia Vikander, per accostare i diversi modi nei quali l’uomo sta sfruttando le risorse terrestri e modificando la Terra come mai prima, più di quanto facciano i fenomeni naturali. La tesi dell’Anthropocene Working Group, che ha avviato i suoi studi nel 2009, è che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un’era geologica vera e propria.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà

“PROGETTO NADAR” WORKSHOP #2

PROGETTO NADAR WORKSHOP #2

 

 

Progetto Nadar camera oscura Sociale è lieta di presentarvi il secondo workshop di fotografia analogica e stampa!

trovate tutte le informazioni nella locandina, per averne di maggiori o per prenotazioni scrivere a progettonadar@gmail.com o al numero +39 3384496493

“IL CIELO SOPRA BERLINO” DAL 7 AL 12 NOVEMBRE

IL CIELO SOPRA BERLINO

Giovedì 07 novembre ore 21:30
Domenica 10 novembre ore 21:00
Martedì 12 novembre ore 10:00 - 21:30

 

GENERE: Drammatico
ANNO: 1987
REGIA: Wim Wenders
ATTORI: Bruno Ganz, Peter Falk, Solveig Dommartin, Otto Sander, Didier Flamand, Curt Bois
PAESE: Germania
DURATA: 130 Min

TRAMA:

Nel cielo grigio sopra Berlino, nelle sue vie e nei suoi edifici si aggirano innumerevoli angeli non visibili agli adulti ma individuati dai bambini. Essi possono sentire i pensieri di ognuno e cercare, mettendosi loro accanto, di lenire i dolori dei più sofferenti. Due di loro, Damiel e Cassiel, si ritrovano periodicamente per raccontarsi le reciproche esperienze. Damiel è quello a cui pesa maggiormente la propria condizione: vorrebbe poter diventare uomo per percepire il senso della materia e della quotidianità. Grazie a una trapezista e a un attore riuscirà a prendere una decisione fondamentale.

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà