Animali Notturni, un film di Tom Ford

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Animali Notturni, l’ultimo film di Tom Ford dopo la lunga assenza dalle sale cinematografiche.

Susan riceve dall’ex marito un manoscritto su cui l’uomo vuole un’opinione. In quello che potrebbe essere un futuro libro pubblicato si racconta la storia di una vacanza familiare destinata a trasformarsi in qualcosa di violento e letale. Mentre si lascia prendere dallo scritto, Susan si ritrova a ricordare il suo primo matrimonio e ad affrontare alcune oscure verità che la riguardano…
Vincitore del Gran Premio della Giuria alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. 

Il film si apre con l’inaugurazione di una mostra dove sono esposte delle donne obese vestite da majorette, nell’ambiente magro, mondano e sterile di una galleria d’arte contemporanea californiana. Il contrasto tra la società bella e impassibile che la protagonista ha scelto di frequentare e quella brutta ma viva che ha rifiutato è il cardine estetico del film. Ford è un regista molto sicuro, le inquadrature sono sobrie ed efficaci, i movimenti di macchina ridotti allo stretto necessario. C’è in tutto il film, anche nella natura essenziale dei dialoghi, una coerenza stilistica ammirevole. È vero che fare dei parallelismi con il mondo della moda è facile quando si parla di Tom Ford, ma il suo modo di mettere in scena il romanzo di Wright sembra la rivisitazione del dramma borghese concepito come un classico da riproporre, come fosse una ventiquattrore, un paio di occhiali di bachelite, un montgomery. La storia di Susan si dipana attraverso quadri perfetti in cui pochi personaggi parlanti si stagliano sullo sfondo muto della società che ignorano, vivendo tutto attraverso il filtro sociale della loro ricchezza. Non c’è niente di imprevisto negli eventi, il rimpianto fa pensare alle direzioni prese nel passato. Nella freddezza del design degli interni che frequenta Susan si percepisce il peso della sua scelta, mentre la storia raccontata nel manoscritto è uno specchio polveroso in cui la donna vede la violenza nascosta dietro ai vernissage, oltre le pareti trasparenti di case enormi e vuote. Animali notturni è un film formalmente notevole, concepito e realizzato con un tocco personalissimo. Non è però un film patinato, come risultava A single man, ma piuttosto stilizzato. La differenza, per quanto apparentemente minima, è sostanziale: questo è un film a modo suo toccante. I personaggi sono tutti più veri del vero, prigionieri di ruoli imposti dall’alto. Le immagini del mondo di milionari che frequenta Susan sembrano artificiali, come artificiale è la felicità che la sua famiglia ha apparecchiato per lei. Al contrario il mondo sporco di terra e pieno di sterpaglie dove si svolge la vicenda del romanzo è vero, ma anche spietato e profondamente ingiusto. Tom Ford ha trovato e modellato una trama che si sposa con la sua idea di cinema, che non è generosa ma vive di coerenza stilistica. Gli attori sono tutti in grande forma, perfetti per l’alta società di Los Angeles, talmente belli da risultare quasi fuori posto nel Texas rurale del romanzo. E infatti è lo sguardo della lettrice Susan, incapace di tenere insieme il proprio mondo e quello esterno, a dare un volto ai personaggi della vicenda: è lei a mettere l’ex marito nel ruolo del protagonista, a popolare anche la più cruda delle vicende come una passerella di figure perfette, belle e meravigliosamente scollate dall’ambiente, cadaveri compresi. In questo gioco di distorsione continua della realtà, anzi della verità, risiede la bellezza drammatica del film. E per fortuna non ci sono facili soluzioni retoriche a consolare nessuno.

Matteo Bordone, Internazionale.it

Gli orari:

Venerdì 30 dicembre ore 21:30

Domenica 1 gennaio ore 15:45 – 18:00 – 20:15 – 22:30

Lunedì 2 gennaio ore 21:30

Martedì 3 gennaio ore 10:00 cinemamme

Martedì 3 gennaio ore 21:30

Mercoledì 4 gennaio ore 21:30

Il trailer:

Buone visioni al Circolo Cinematografico Agorà
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